Bisogna fare la colazione da re, il pranzo da principe, la cena da povero.
FALSO
Questo detto popolare è spesso sostenuto dalla supposizione che mangiare molto prima di andare a dormire faccia accumulare più grasso. Questa credenza secondo la quale si ingrassa o si dimagrisce dopo aver mangiato è errata, perché il corpo non ragiona così.
Prima di tutto è opportuno ripensare il proprio stile alimentare nel suo complesso, prestando attenzione non solo alle calorie ma anche alla qualità degli alimenti e ai ritmi circadiani, distribuendo l’introito di cibo durante la giornata. Il famoso detto dei nonni “colazione da re, pranzo da principe e cena da povero” ha un suo perché, deriva da una saggezza che è andata perduta, tipica dei tempi in cui l’uomo viveva in sintonia con la natura, seguendo ritmi assai più fisiologici. L’uomo è un essere diurno e come tale deve rispettare l’alternanza notte/giorno se vuole rimanere in salute.
A colazione sono benvenute proteine (animali o vegetali), grassi buoni, frutta o verdura. Le uova sono ottime e molto versatili, prestandosi a colazioni sia dolci che salate. Si possono preparare alla coque, all’occhio di bue, strapazzare velocemente oppure utilizzare per cucinare in breve tempo pancake e frittatine varie. In alternativa alle uova si può optare per alcuni tipi di latticini, per esempio una ricottina di capra o pecora di solo siero del latte con pinoli, cacao e un cucchiaino di miele. Chi non ama i prodotti animali e non soffre di particolari problemi intestinali può scegliere le proteine vegetali dei semi e della frutta a guscio, ottimi per preparare un porridge fatto in casa, una granola croccante o vari tipi di budini con latte vegetale e frutta per dolcificare. I semi mucillaginosi come chia, canapa e lino, per esempio, sono perfetti a questo scopo e si possono arricchire con altri ingredienti: spezie, cocco, granella di cacao, eccetera.
A pranzo, per esempio, si può scegliere un alimento proteico, verdure condite con grassi buoni e una piccola porzione di cereali. Il classico panino al bar, il trancio di pizza o il piattone di pasta al pomodoro, che sembrano tanto leggeri e salutari perché fanno piatto unico con poche mescolanze di primo e secondo, in realtà sono dei falsi amici poiché alzano rapidamente la glicemia per poi generare un profondo senso di fame e nervosismo due ore dopo.
Cosa mangiare a cena dipende. Per alcune persone, se si è pensata bene la giornata, può bastare un piatto di verdure ben condite o una zuppa ricca con l’aggiunta di una piccola porzione di proteine o di cereali come contorno. La scelta e la quantità dipendono dall’età, dal lavoro, dall’attività fisica svolta, dal clima e anche dallo stato emotivo di una persona. Ad un manager super stressato che fa fatica a dormire non avrà la stessa cena di una persona che deve perdere peso o ha problemi di glicemia o ancora di uno sportivo che si allena diverse ore al giorno. Ogni aspetto deve essere contestualizzato e personalizzato, la dieta per tutti non esiste.
Articolo a cura della Dott.ssa Monica Giovacchini






