Vi sarà certo capitato di pranzare o cenare con la frutta magari pensando di far bene. Sarà così? Vediamolo insieme
Molti ritengono che mangiare un frutto per rimanere leggero o per compensare l’eccesso di un pasto precedente sia un rimedio sano e salutare: in realtà è una scelta alimentare assolutamente non corretta. Consumare solo frutta non può sostituire un intero pasto in quanto non sarà bilanciato nei macronutrienti e non fornirà dunque all’organismo un corretto apporto delle sostanze di cui necessita. Inoltre, un pasto a base di sola frutta non fornisce un adeguato senso di sazietà con il rischio di sentir fame già dopo poco tempo.
Un pasto completo, equilibrato e per così dire “bilanciato” è importante infatti al fine di evitare il picco glicemico e quindi l’aumento degli zuccheri nel sangue, un cui eccesso si trasforma poi in grasso. Mangiare solo frutta significa portare in tavola un pasto fatto solo da zuccheri, in particolare fruttosio. Quindi uno zucchero semplice che determinerà, in mancanza di altri alimenti, un repentino aumento della glicemia. Se a questo aggiungiamo che per saziarci con la frutta, ne dovremo mangiare un bel po’, beh allora vorrà dire che avremo fatto davvero un carico di zuccheri. Se poi questo si verifica nel pasto serale, momento in cui i carboidrati dovrebbero essere ridotti, ecco che la scelta si rivela tutt’altro che felice.
Se proprio avete voglia di un pasto leggero e non cucinato, e se proprio avete voglia di frutta, allora frutta sì ma che sia bilanciata dalla presenza di altri alimenti, come ad esempio uno yogurt e della frutta secca. Ecco quindi che una bella ciotola di macedonia con yogurt al naturale (fonte di proteine), della granella di nocciole, semi e scaglie di mandorle (fonte di grassi), sarà un pasto non cucinato, ma certo più completo e saziante. Meno carico di carboidrati (in quanto ci servirà meno frutta per saziarci), e a più basso impatto glicemico. Anche un frullato, a base di latte e frutta, a cui aggiungere semi oleosi sarebbe perfetto, o magari ancora una macedonia in cui inserire anche fonti proteiche, come questa macedonia di gamberi mango e melagrana.
Articolo a cura della Dott.ssa Monica Giovacchini






